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Funzionalità intestinale ed Intolleranze Alimentari

Può capitare in determinate fasi della vita, pur non essendo affetti da specifica malattia, di soffrire di sintomatologie persistenti,

senza essere in grado di capirne le cause.

Questi disturbi potrebbero essere dovuti ad un’intolleranza alimentare, oggi correttamente definite infiammazione da cibo,

un fenomeno sempre più in espansione

riguardante  una reazione dell’intestino che non tollera l’ingestione massiccia di alcuni cibi.

Le intolleranze alimentari possono causare vari disturbi ricorrenti e persistenti, soprattutto a livello gastrointestinale,

dermatologico e/o respiratorio.

Di seguito riporto alcune delle sintomatologie più frequenti che potrebbero presentarsi:

  • Acne
  • Asma
  • Astenia
  • Aumento dell’appetito
  • Aumento di peso
  • Bolle sullaLingua
  • Capogiri
  • Cattiva digestione
  • Colica
  • Crampi allo Stomaco
  • Depressione
  • Difficoltà di concentrazione
  • Diarrea
  • Dolore addominale
  • Eczema
  • Flatulenza
  • Gonfiore addominale
  • Gorgoglio addominale
  • Insonnia
  • Mal di stomaco
  • Mal di testa
  • Meteorismo
  • Nausea
  • Pelle secca
  • Prurito
  • Raffreddore
  • Rigurgito acido
  • Ritenzione idrica
  • Sonnolenza
  • Stitichezza

Gli alimenti che introduciamo con la dieta vengono trasformati in composti semplici, per  poter poi  giungere, attraverso il sangue,

a tutte le cellule del nostro corpo, che li assorbono al fine di produrre energia per svolgere tutte le funzioni vitali.

Queste sostanze, però, possono essere assorbite solamente se digerite e ridotte a piccole dimensioni.

Perché avvenga un corretto assorbimento intestinale è necessario che la mucosa sia integra, per evitare il passaggio di sostanze

nocive e/o patogene. Pertanto la mucosa intestinale funge da “filtro” in grado di permettere il passaggio esclusivo di determinate

sostanze.

Ma cosa accade nel momento in cui l’epitelio intestinale è danneggiato?

Viene meno la funzione di barriera dell’epitelio, quindi si verifica l’assorbimento di sostanze nocive e/o patogene e di molecole

non adeguatamente idrolizzate. Queste ultime, in particolare, non vengono riconosciute dal nostro sistema immunitario,

che si attiva dando il via ad una reazione infiammatoria. In questo caso, quindi, si possono verificare le Intolleranze Alimentari.

Sono state formulate diverse ipotesi per spiegare le origini di queste infiammazioni da cibo, tra le quali una  Dieta scorretta:

un’alimentazione sbilanciata, povera di vegetali e frutta, non garantisce un apporto sufficiente  di vitamine e Sali minerali

indispensabili al buon funzionamento del metabolismo; può esservi un Alterato assorbimento: per diverse  ragioni il cibo

non sarebbe adeguatamente digerito  lungo il tubo digerente, ciò comporta la persistenza di molecole più grandi del normale

che non vengono riconosciute  da parte de sistema immunitario e che quindi scatena una reazione contro queste macromolecole.

Un’ulteriore ipotesi che potrebbe spiegare il fenomeno delle intolleranze sarebbe l’utilizzo di Agenti stressanti come ad esempio

conservanti, additivi, antibiotici presenti negli alimenti che sarebbero riconosciuti come sostanze estranee e come tali vanno

a stimolare una risposta immunitaria.

Quindi è facilmente intuibile che ristabilire la normale funzionalità dell’intestino può combattere l’insorgenza delle intolleranze alimentari

e questo può essere attuato attraverso un programma individuale specifico atto a migliorare l’integrità della mucosa intestinale.

 

Dott.ssa Sara Di Palma

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